Natura

Patrimonio di biodiversità

Un territorio in gran parte ancora aspro e selvaggio, una natura fiera e tenace, a tratti dolcemente addomesticata dall’uomo con i suoi filari di vite a strapiombo sul mare; la macchia mediterranea che combatte contro i venti che sferzano l’isola, liberando in primavera profumi senza eguali.
Sentieri e mulattiere, un tempo unici impervi collegamenti anche tra i centri abitati, spesso percorsi a dorso d’asino, attraversano l’isola in lungo e largo. Una natura viva e dirompente, con una biodiversità rara e affascinante.
Una natura poderosa anche sotto il mare, attorno ai 28 km di costa dell’isola. I fondali sono tappezzati di praterie di posidonia, affollati di gorgonie e spugne, popolati di cernie, ricciole, dentici e  barracuda. Un paradiso intatto per le immersioni con spot tra i più belli del Mediterraneo: Secca della Croce, Le Scole, Secca dei Pignocchi solo per citarne alcuni.

Baciata dal sole per la maggior parte dei giorni dell’anno, l’Isola del Giglio offre molte opportunità per godere di una vacanza all’aria aperta: dalle passeggiate a piedi nell’entroterra, alle escursioni in bicicletta o via mare alla scoperta delle sue coste e dell’Arcipelago Toscano.

Sul versante di levante, gli scogli di granito levigati vi permetteranno di sdraiarvi comodamente per una tintarella o un tuffo nell’azzurro del mare. La parte nord occidentale dell’isola invece, è caratterizzata da rocce calcaree, che cadono a strapiombo sul mare. Il promontorio del Franco, per esempio, risale all’era paleozoica ed è caratterizzato dalla presenza di calcari cavernosi. Il resto dell’isola invece è costituito da rocce di tipo granitico ed è prevalentemente montuoso.

SENTIERI
L’Isola del Giglio è ricca di sentieri che vi permetteranno di scoprire il territorio più da vicino e godere di fantastici panorami. Percorrendo alcuni dei numerosi sentieri segnalati, noterete che la maggior parte del territorio ha origini antichissime e conserva ancora la sua natura selvaggia.

Ne abbiamo selezionati alcuni per voi, quelli che da subito vi faranno scoprire il variegato paesaggio dell’isola, tra i più suggestivi del Mediterraneo.
Nella sede dalla Pro Loco di Giglio Porto, è disponibile la mappa integrale cartacea dei sentieri dell’Isola del Giglio, oppure potete scaricarla QUI in formato .jpg

Il sentiero dei Minatori
Si parte da Giglio Campese. Qui è possibile osservare il promontorio del Franco e il Colle del Castellare, sul quale i primi minatori dell’isola avevano dato vita ad un fiorente commercio di ocra rossa. A Campese è possibile visitare l’immenso accumulo di ocra rossa del Pozzo Santa Barbara e osservare i forni utilizzati un tempo per la lavorazione della pirite. Dirigendovi verso il mare, incontrerete una piccola cava ricchissima di stalattiti.
Continuate a percorrere il sentiero fino ad arrivare a Cala dell’Allume dove potrete ammirare un banco di calcare cavernoso, le pareti rocciose dello scoglio della Cappa a poca distanza dalla riva. Scendendo troverete la sorgente di un giacimento di ferro e alcune gallerie, un tempo utilizzate per l’estrazione dei minerali, oggi ancora visibili.

Il sentiero del Fenaio
Stavolta partiamo da Giglio Castello e scendiamo in direzione dell’antico faro del Fenaio: un bellissimo percorso in mezzo alla natura incontaminata dell’isola. Arrivati in prossimità del faro, non perdete l’occasione di osservare le spettacolari falesie di Sparavieri e delle Secche, con le caratteristiche strutture verticali a picco sul mare.

Il sentiero del Capelrosso
Sempre da Giglio Castello, potete incamminarvi lungo la Via Panoramica facendo una breve sosta all’antichissima cava della marcasite, risalente al 1700. Qui le formazioni granitiche dominano il paesaggio. Proseguite per Castelluccio, fino a quando il vostro sguardo incontrerà il faro di Capel Rosso, piantato nel verde tra l’azzurro del cielo e quello del mare. Lo scenario in cui vi troverete immersi rischierà di togliervi il fiato: qui le falesie e gli scogli sono modellati dalle mani sapienti del tempo che passa, dal vento e dal mare; il silenzio è interrotto solo dalle onde che si infrangono sulle rocce. Non per nulla il regista Paolo Sorrentino scelse di girare qui alcune importanti scene del film “La grande bellezza”.

L’Antica Mulattiera
Di facile percorrenza è il sentiero che collega Giglio Porto a Giglio Castello, un’antica strada lastricata con pietre di granito che, un tempo, era l’unico collegamento tra i due borghi dell’isola. Ripercorrere l’antica mulattiera vi permetterà di godere di una spettacolare vista sulla spiaggia dell’Arenella e di volgere lo sguardo fino alle antiche mura di Giglio Castello, uno dei borghi più belli d’Italia.


FLORA 
A mettere in risalto il cuore selvaggio della nostra isola, ci pensa la macchia mediterranea, con i suoi arbusti verdi e i profumi dell’erica, del corbezzolo, del caprifoglio e della robbia. I pini marittimi e le piante di elicriso si intervallano a strisce di terreno “terrazzati” coltivati a vigneti. Sull’isola sono presenti oltre 700 specie tra piante e fiori. Resterete affascinati da mille colori: dal giallo intenso dei fiori della ginestra spinosa, dal verde dei pini marittimi al bianco dei cisti, fiori vistosi, bianchi o rosa, che ricoprono il paesaggio con una pennellata di colori intensi e lo inondano di profumi indimenticabili.

 
FAUNA
Percorrendo i sentieri dell’isola, vi capiterà di imbattervi in qualche coniglio selvatico o in alcuni esemplari di muflone. Passeggiate tranquillamente lungo le stradine che attraversano l’isola: qui, rettili come la vipera sono assenti. Potreste, al più, imbattervi nel “Biaco”, timido e inoffensivo rettile, molto utile come predatore di roditori.
L’avifauna dell’isola del Giglio invece è molto più ricca e variegata. Tra gli uccelli nidificanti che ormai hanno scelto l‘isola come loro “casa”, i più importanti sono la poiana, il gheppio (noto per il suo volo in verticale che lo porta a restare immobile sfruttando le correnti dell’aria, in attesa della preda giusta), il falco pellegrino, il gabbiano corso e quello reale, ma anche la tortora, il corvo imperiale e il passero solitario. Segnaliamo anche la presenza dell’upupa, una specie di notevole interesse per gli ornitologi, chiamata dagli abitanti dell’isola “bubbola”, che riconoscerete per il suo folto piumaggio a ventaglio, posizionato sulla sommità del capo. Tutte queste specie di uccelli fanno dell’isola del Giglio un vero e proprio paradiso del birdwatching.

L’isola del Giglio è conosciuta anche per la ricchezza della sua vita sottomarina. La fauna ittica è quella tipica del Mar Tirreno. Tra le sue acque vivono cernie, aragoste, dentici, gronchi, murene e numerosi esemplari di pesce spada e saraghi. Nelle acque più profonde si possono osservare branchi di ricciole, barracuda, lecce e tonni che possono raggiungere anche i 3 metri di lunghezza.

MINERALOGIA
Il Giglio con le altre isole che formano l’Arcipelago Toscano non condivide soltanto l’eccezionale bellezza dei territori e un mare che non smette mai di stupire, ma anche un inestimabile patrimonio nascosto nel sottosuolo. Nella formazione delle isole dell’Arcipelago il magmatismo ed i vulcani hanno avuto un grande ruolo e per questa ragione l’uomo estrae minerali da questi luoghi sin dai tempi degli Etruschi e dei Romani. Al contrario della frastagliata Isola di Giannutri – completamente formata da sedimenti calcareo-dolomitici – l’Isola del Giglio è quasi interamente granitica, ad eccezione del promontorio del Franco. Qui gli abitanti si sono dedicati per lungo tempo all’escavazione e lavorazione del granito da cui provengono le colonne di importantissimi monumenti italiani. Ma gli studiosi riconoscono nella nostra isola una ricchezza del sottosuolo inestimabile con una varietà mineralogica di primissimo piano. Sino ai nostri giorni infatti, seppur con alterne fortune, è proseguita l’attività estrattiva nelle aree minerarie, segnando in modo indelebile il paesaggio, la storia e le tradizioni.
Questo straordinario patrimonio culturale e scientifico è stato valorizzato anche dall’UNESCO che ha inserito le aree minerarie dell’arcipelago nell’elenco provvisorio dei siti geologici del World Heritage con l’annotazione “da tutelare e valorizzare quale bene inalienabile dell’umanità e risorsa esauribile e non rinnovabile per quelle attività turistiche che oggi costituiscono il volano economico dell’arcipelago”.
Sull’Isola è stato realizzato un importante Museo Mineralogico, tuttavia attualmente non visitabile perché in fase di allestimento nella sede definitiva della Rocca Pisana nel borgo di Giglio Castello.

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